
Luna o biscotto? Il complesso processo di riqualificazione della struttura alberghiera, iniziato nel 2015, aggiunge un ulteriore tassello verso il suo completamento. Le opere sono state eseguite quasi in punta di piedi per non disturbare la premurosa accoglienza dell'albergo, che non si è mai interrotta. Abbiamo scelto di investire ancora nella compostezza formale, senza cedere a decori superflui, ma lavorando sull'emozione e sul significato della ricchezza immateriale di Bigio. Il viaggio inizia dai racconti del teatro dei burattini, narrati dai fondali dei corridoi di distribuzione. Nelle camere, i cromatismi interpretano il profumo dei dolci, la carezza di un abbraccio conosciuto, il piacere di un pasto gustoso e la festosità della luce: bianco, beige, tortora e cioccolato. Un dialogo che accosta l'irregolarità dell'intonaco dei muri antichi allo stampo del biscotto che ha preso parte alla costruzione di questa storia. E se è vero che l'etimologia della parola desiderio rimanda alla mancanza e alla ricerca delle stelle, questa luna è lì proprio per questo: invita a cercare emozioni che spesso ignoriamo, ricordandoci che ciò che conta, per ogni ospite, è partecipare a un'esperienza emotiva e di piacere, qualunque sia la circostanza del viaggio.
Categoria:
Strutture ricettive
Progettista/i:
Arch. Alessandra Ferrari
Coprogettista/i:
Arch. Paolo Carzaniga
Direzione Lavori:
Arch. Alessandra Ferrari
Sicurezza:
Ing. G. Regazzoni
Collaboratori:
Designer Stefano Pellegrinelli
Crediti Fotografici:
Foto 8 e foto 12 - Albergo Bigio